ARTOURGALLERY – PRESENTAZIONE

1. Introduzione

Il Marketing Territoriale consiste nel processo di promozione del territorio con azioni mirate atte a riconoscere, catalogare, conservare e valorizzare le offerte ed eccellenze locali, attirare nuovi investimenti, favorire le migliori condizioni di fruizione dei beni culturali e svolgere azioni in modo da coinvolgere il più possibile ed attivamente tutti i soggetti presenti. Le suddette azioni devono rispettare, altresì, la coerenza con piani territoriali, la competitività economica e la coesione sociale, nel quadro di uno sviluppo territoriale sostenibile. In quanto processo, il Marketing Territoriale deve, inoltre, adattarsi dinamicamente ai continui cambiamenti di scenario, vedi per esempio la effettiva capacità ricettiva, i trasporti, i nuovi eventi ed offerte locali, ecc., va da sé che l’aggiornamento, l’attendibilità, la completezza e l’accessibilità alle informazioni rappresentano i primi indicatori di qualità della base informativa e di conoscenza del Marketing Territoriale. In questo contributo, illustrerò il ruolo della geografia applicata e dell’esperienza di didattica attiva per la promozione e valorizzazione del territorio definito qui: Marketing Territoriale Partecipativo.

2. Il ruolo delle reti per il Marketing Territoriale Partecipativo

L’“oggetto” principale d’interesse è il territorio che non è formato solo dallo spazio fisico e dagli elementi materiali che lo compongono, esso è più un concetto e come tale comprende una forte componente immateriale, quali il patrimonio linguistico e culturale, le tradizioni locali, già considerate beni culturali, aggiungiamo poi l’accoglienza, l’ambiente, la sicurezza, ecc.; tutte queste componenti nell’insieme mettono in risalto il carattere complesso, relazionale e sistemico del territorio stesso. A questo punto, in piena “era delle reti” ed alla luce della straordinaria espansione delle reti globali di comunicazione ed insieme l’infittimento dei singoli nodi di connessione, proviamo a riflettere a quanti e a quali conseguenze concrete il “fenomeno rete” possa avere sul territorio. Una prima risposta ce la offre Steven Johnson, nell’articolo apparso sul WEB ed intitolato “Mind Share” (1) 1il quale così descrive lo scenario e gli esiti: “Che cosa succede quando si inizia a vedere il WEB, il principale servizio presente in Internet, come una matrice di menti, non di documenti? La mente diventa una parte dello spazio puro. Il sito personale diventa un’estensione della nostra memoria, come nella visione di Vannevar Bush del Memex, ma i ricordi fanno parte dell’intelligenza collettiva del web. E’ una rete orientata intorno a menti collegate che rende più facile per quelle menti trovare l’un l’altro nella vita reale.”

Ora, di questa nuova e straordinaria tensione alla comunicazione globale, fenomeno che interessa la società, la religione, l’arte, la lingua, la cultura, l’economia, la politica, la sicurezza nazionale ecc; sta proprio alla geografia già definita “scienza delle relazioni nello spazio”(2) il compito di fornirci i possibili strumenti concettuali adatti alla sua analisi ed interpretazione, per far sì che possa essere utilizzata positivamente, in modo più produttivo e possibilmente più intelligente. Anzi, proprio in questo periodo di globalizzazione, la geografia potrebbe ritrovare le sue antiche origini e la sua identità tornando ad occuparsi proprio del “ciò che per sua natura è invisibile” ed insieme ad essa la cartografia ritornerebbe(3), quindi, ad essere uno strumento più concettuale, un modello per un riferimento non più euclideo e assoluto ma reticolare ed elastico ove il tradizionale paradigma topografico metrico-geometrico è in ora crisi in quanto è insufficiente a comprendere e descrivere le dinamiche e le varietà n-dimensionali degli spazi culturali, linguistici, antropici, politici, economici, sociali, ecc.

Già, se riflettiamo, sull’origine della parola stessa “territorio” scopriamo che il concetto di immaterialità è già qui incorporato, la parola territorio deriva, infatti, dal verbo latino terrere che significa atterrire, impaurire, imporre, in pratica, l’esercizio del potere su un luogo, ove il suo confine viene poi materializzato al suolo. E’ bene ricordare, inoltre, che la nozione di bene culturale ha subito recentemente una estensione concettuale ed un’importante innovazione in quanto si focalizza anche sul valore di civiltà, in quanto i beni culturali sono considerati testimonianza tangibile e materiale di una popolazione unita da tradizioni comuni, di valore intrinseco sia umano sia ideale. Per ogni popolo, il patrimonio culturale costituisce l’espressione della sua genialità, oltre che dei suoi costumi e del suo modo di vita.

Quale può essere il contributo della rete al Marketing Territoriale?

Se nella modernità lo spazio era concepito come contenitore di culture, oggi, nell’era delle reti, lo stesso spazio fisico si smaterializza ed anche la cultura viene studiata in una prospettiva relazionale e reticolare. La cultura e la conoscenza, con particolare attenzione alla conoscenza geografica, vengono tutte ridefinite, come processi cognitivi distribuiti, ripartiti tra più individui, punti di interesse territoriali ed Enti. Va da sé che il Marketing Territoriale e le sue regole devono essere ridisegnate in questa ottica. Affinché tutti i requisiti sopra esposti del Marketing Territoriale siano rispettati si deve necessariamente far ricorso ad una nuova e robusta struttura informativa atta a connettere, adattarsi dinamicamente alle sempre nuove esigenze del mercato e di tutte le offerte locali, apprendere le regole basilari per garantire una prima auto-validazione delle informazioni immesse ed essere, al contempo, facilmente accessibile.

Queste sono le premesse e le condizioni per la fondazione di un Marketing Territoriale Partecipativo.

Non come sommatoria di tanti piccoli siti più o meno sviluppati, difficili da trovare e spesso scarni di informazioni aggiornate, bensì un portale sul modello di un social network, seguendo logiche totalmente bottom-up su rete dedicata e protetta, adatto e specifico per tutti i luoghi d’arte, spettacolo, cultura e tutte le eccellenze locali, facile da gestire con più modi di accesso e con strumenti di gestione e di ricerca evoluti. Il Marketing Territoriale Partecipativo dispone già di un suo organo di stampa online e due prototipi di geo-social-network dedicato(4), applicazioni WEB, sistemi di navigazione satellitare. Tutto questo apparato concorre alla messa a sistema di un’informazione geografica completa distribuita, aperta, ad accesso libero, ed aggiornata in tempo sufficientemente rapido tale da riprogrammare automaticamente per esempio il catalogo di offerte locali garantendo così la gestione ottimizzata dei flussi turistici.

L’azione principale del Marketing Territoriale Partecipativo parte dalla didattica attiva della geografia applicata e grazie ad una robusta formazione scientifica e tecnica degli studenti, questi possono procedere in modo autonomo al riconoscimento, alla catalogazione, alla descrizione e quindi alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale unico ed irripetibile che rappresenta un vero e proprio giacimento culturale. Tendo fermi questi obiettivi, il primo progetto ARTOUR-GUIDE avviato nel 2011 e rinominato successivamente “ArtourGallery” è diventato finalmente operativo nel 2014. Al momento tutte le attività si svolgono a livello accademico ed in particolare proprio nell’ambito dell’insegnamento di Geografia Economica del corso di Laurea in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Parlando di didattica attiva, non posso fare a meno di ricordare l’impatto e gli effetti avuti sulla classe, qui descritti dall’allora studentessa Francesca Caldara: “Tutto ebbe inizio in una piccola aula dell’Università Cattolica di Milano, quando il Docente di Geografia Economica del Corso di laurea di Economia e Gestione dei Beni Culturali, il Professor Mauro Preda decise di condividere con noi qualcosa che teneva preziosamente custodito nella sua mente e ci invitò a partecipare attivamente alla realizzazione di Artour-Guide. Egli intendeva coinvolgere i suoi studenti, in un percorso che andasse al di là delle logiche teoriche e didattiche tipiche dell’Università italiana, per arricchirci con un’esperienza pratica che ci mettesse in discussione da un punto di vista professionale.

L’entusiasmo che noi studenti provammo fu dettato dal fatto che per molti di noi, era la prima esperienza di quel modus operandi tipico della progettazione partecipata: uno strumento innovativo di facilitazione relazione. Superando le barriere della lezione frontale, ci immergemmo in quello che era un processo di team building: tutta la classe restava in attesa di ricevere il compito che gli veniva assegnato, consapevole di essere l’indiscussa protagonista di un percorso che ci avrebbe portato all’ideazione di un portale culturale. Ricordo con piacere la facilità con cui ci organizzammo, come stabilimmo i ruoli e come ci attivassimo per renderci da subito operativi; ricordo la passione e l’impegno di noi studenti e ricordo la ricchezza di quella esperienza. (..) Portavamo in giro il nostro progetto presentandolo nelle aule dell’Università, in prestigiose Fondazioni e Associazioni, passando anche per le Radio Nazionali; avevamo imparato a essere una squadra, a parlare in pubblico, a comunicare il nostro entusiasmo e a far cogliere le potenzialità del progetto. Questa esperienza ha contribuito a valorizzare e svelarci attitudini e competenze che nemmeno sapevamo di avere, ci ha permesso di interrogarci su cosa volessimo fare nel nostro futuro professionale, e ci ha mostrato come la cultura sia Cultura solo se resa fruibile e fruita da tutti.” (5)

3. Il progetto Artourgallery

Fig 1 – M.C. Escher, Galleria di stampe

ARTOURGALLERY è il nuovo progetto di Marketing Territoriale Partecipativo (6) nonché l’omonima nuova serie di libri digitali inizialmente edita nel 2015 da Educatt. Il nome è il risultato della semplice giustapposizione di parole tratte dal vocabolario inglese. Troviamo, quindi, nell’ordine ART (7) intesa nel suo significato originale e più ampio del termine, segue TOUR che introduce il concetto di movimento sistematico e non, quindi turistico, ma che richiama anche la dinamicità che è il concetto cardine del progetto. Infine GALLERY (8), anche questo temine è inteso nel suo significato generico, tuttavia vista la sua funzione originale di collegamento tra ambienti contigui evoca immediatamente il concetto di passaggio, comunicazione, visita di ambienti con eleganti arredi ed opere d’arte. Ogni parola presa da sola, come possiamo facilmente notare, non rappresenta affatto una novità… ma cosa succede se saldiamo nell’ordine le tre parole? Risponderò, proponendo subito all’attenzione la notissima e suggestiva litografia intitolata Prentententoonstelling (trad. it, “Galleria di stampe”) di M.C. Escher. L’effetto è quasi ipnotico; il vortice geometrico-matematico generato da un loop infinito permette al visitatore della galleria posto in primo primo a sinistra di vedere se stesso disegnato in tempo reale nella stessa stampa che sta osservando. In sostanza assistiamo, noi esterni, ad un moto infinito così come risulta dopo che è stato momentaneamente e drammaticamente bloccato ed è quindi così rappresentabile. Nel nostro caso, parlando di un modello geo-economico, il processo va interpretato come una metafora che ci dimostra come un soggetto atto a svolgere pure solo il ruolo passivo di semplice osservatore, possa diventare in tempo-reale parte attiva e funzionale del tutto, come si realizza, appunto, nel modello geo-economico per il Marketing Territoriale Partecipativo.

Nel processo di partecipazione attiva per la produzione della base di conoscenza necessaria per il Marketing Territoriale, “Artourgallery, si prefigge di affrontare in larga scala la problematica dei beni culturali. Lo strumento scelto è una collana di libri digitali on-line con la partecipazione attiva (da cui Marketing Territoriale Partecipativo ndr. ) di studenti universitari, attraverso tesi, studi specifici, corredati da tutto quello che i nuovi media offrono a tutt’oggi. (…) Ecco che in questo contesto, Educatt ha deciso di supportare in toto lo sviluppo di una nuova formula di comunicazione con una vision e una mission il cui scopo non è quello di seguire i principi di comunicazione tradizionale, ma affrontare una realtà che utilizza tutte le forme che Internet prospetta a rendere possibili, mirata a sostenere progetti di business innovativi che fanno dei nuovi media piattaforma essenziale, offrendosi anche come indispensabile complemento alle consolidate strategie di comunicazione “classiche” .

4. La collana editoriale Artourgallery

Fig. 2 – Numeri pubblicati nel 2015 da Educatt

La struttura dei volumi è in stretto legame con l’impianto del progetto stesso che è di tipo geomatico. Nella prime pagine di ciascun volume troviamo, infatti, la Mappa digitale del vol. e quindi la Guida alle diverse sezioni: l’Ingresso e quindi alle diverse Gallerie. In buona sostanza il libro è una sorta di spazio espositivo multimediale ad n-dimensioni tale che per poter essere esplorato necessita di una guida e di una mappa. La mappa rappresenta, quindi, utilizzando la piattaforma online di cartografia partecipata OpenStreetMap (9) i punti di interesse, i luoghi e gli elementi georeferenziati citati nei vari articoli del volume. La presenza di video, mappe ed altri contenuti dinamici ed animati spiega facilmente la multimedialità del sistema. Il riferimento n-dimensionale dello spazio è spiegato, invece, dalla struttura interna della collana che si occupa della indicizzazione spaziale e semantica dei vocaboli contenuti nei volumi. Ciascuna parola se possiede le condizioni minime per avere un riferimento spaziale geo-riferito viene posizionato con un apposito segnalino in mappa; la parola viene pure posizionata in uno spazio semantico ove ciascun significato o synset, la forma contratta di synonym set, viene collegato a formare una vera e propria rete semantica (10) Tutto ciò garantisce una ricerca dei contenuti presenti negli articoli pubblicati sia per posizione geografica ricercata, sia per vicinanza di significato rispetto al synset richiesto. A sua volta ciascun synset se geo-riferito, grazie ad ulteriori post.elaborazioni, permette la rappresentazione n-dimensionale dello spazio del sentiment (11), ciò significa che è possibile stabilire cosa viene descritto, dove, quando ed, appunto, come: tutti dati che costituiscono la base di conoscenza del Marketing Territoriale Partecipativo.

In questo senso la mission di Artourgallery in chiave didattico-educativa si spiega con l’invito offerto oggi ai giovani studenti universitari e, nelle fasi successive di sviluppo del progetto, pure ai giovanissimi della scuola primaria, ad appassionarsi alla ricerca e conoscenza del proprio territorio e quindi alla geografia, alla scrittura, dare sfogo alla propria creatività espressiva, con la gratificazione di vedere i propri articoli pubblicati, con la garanzia di una assistenza editoriale ed, inoltre, con un supporto tecnico qualificato per la eventuale realizzazione di prodotti multimediali di qualità. In chiave propriamente sociale ed educativa in nuce si vuole creare un cambiamento di prospettiva nel quadro della tendenza alla comunicazione globale con particolare attenzione agli attuali social-network, ove tutti, nessuno escluso, non fanno altro che promuovere per valorizzare il proprio “io” ed il “mio”, Artourgallery vuole promuovere e valorizzare il territorio.

Mauro Preda


NOTE

1 < http://www.wired.com/wired/archive/11.06/blog_spc.html>

2 Gottmann J., Essais sur l’aménagement de l’espace habité, Paris, Mouton, 1966.

Sull’argomento si legga anche il brano seguente, tratto dal discorso di Kofi Annan, in occasione del 97° Meeting, Association of American Geographers: “L’idea dell’interdipendenza è connaturata alla geografia, ma per la maggior parte della gente è un nuovo abito che soltanto ora tentano di indossare. Renderlo portabile (e imprimerlo nelle carte mentali che guidano le nostre voci e ispirano le nostre scelte) è uno dei progetti fondamentali della Geografia umana del XXI secolo”.

3 Si fa riferimento ad Anassimandro di Mileto (610 a.C. circa – 546 a.C. circa), filosofo presocratico e come vuole la tradizione, primo cartografo. Fu proprio lui il primo che “osò” tracciare la prima immagine geografica, cosa che gli costò la grave accusa di empietà, per essersi permesso di rappresentare la terra e il mare dall’alto, come soltanto agli Dei è consentito; ma non solo questo, un altro grave errore fu proprio l’aver costretto il Tutto in continuo divenire immobilizzato e ridotto in sole due dimensioni.

4 Al primo convegno Agri-life: l’agricoltura a portata di click, 8 luglio 2008, Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano) venne presentato il sistema AGRI-LIFE: il geo-social network per la gestione ottimizzata delle vendita diretta di prodotti/servizi agro-alimentari. Seguì nel 2011 il sistema ARTOUR-GUIDE il geo-social-network dedicato ai beni culturali e presentato in occasione dell’evento BookcityMilano, novembre 2012

5 CALDARA F., I progetti dell’Università Cattolica: un ponte per il nostro futuro professionale, in Non solo a Milano: arte, cultura, spettacolo, t.3, serie Artourgallery, Milano, Educatt, 2015, pp. 100-101

6 Il progetto Artourgallery è stato presentato il 18 ottobre 2013 al convegno LUBEC 2013, con una relazione dal titolo: ARTourGallery: L’Open Data Warehouse per le pubbliche amministrazioni.

7 Arte In senso lato, ogni capacità di agire o di produrre, basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche, quindi anche l’insieme delle regole e dei procedimenti per svolgere un’attività umana in vista di determinati risultati(… ) Fonte: Enciclopedia Treccani

8 In senso generico, ambiente di forma allungata e di rilevanti dimensioni, destinato, oltre che a particolari funzioni, a servire di comunicazione fra ambienti contigui. (… ) Nei grandi palazzi rinascimentali e barocchi, lunga sala, destinata in origine a collegare varie parti dell’edificio, divenuta poi uno degli ambienti più sontuosi di rappresentanza, e perciò sfarzosamente decorata di pitture, statue, ecc. Fonte: Enciclopedia Treccani10 LAGO M., Presentazione, in Agri.Cultura, Artourgallery, vol. 1, Milano, Educatt, 2015

9 OpenStreetMap OSM <http://www.openstreetmap.org> è un progetto cartografico collaborativo online finalizzato a creare e distribuire gratuitamente mappe a contenuto libero del mondo.

10 Per approfondimenti si veda il MultiWordNet <http://multiwordnet.fbk.eu> il progetto per lo sviluppo di rete semantica delle maggiori lingue europee che ha come riferimento base il WordNet <https://wordnet.princeton.edu/>

11PREDA M., La rappresentazione dell’invisibile: il sentiment mapping, in Atti 15a Conferenza Nazionale ASITA – Reggia di Colorno, 15-18 novembre 2011